Il team diversificato e le competenze non convenzionali

Se vuoi stabilire connessioni innovative, non devi possedere lo stesso bagaglio di esperienze che hanno tutti gli altri

— Steve Jobs, 1982

Sono un informatico per formazione e inclinazione, ho lavorato nell’ambito dello sviluppo (prima) e della consulenza (poi) preferendo sempre un approccio poco accademico e quanto mai ortodosso alle soluzioni tecnologiche. Non ho perciò mai avuto parecchie difficoltà a partecipare ai brief creativi della nostra agenzia, a contribuire con proposte poco conservatrici verso i precetti di branding e di comunicazione B2B, più razionali e analitiche che promozionali. Ho sbagliato, ho imparato, mi sono confrontato, ho partecipato, ho rubato, ho studiato e ancora studio, ma la mia formazione eretica mi ha permesso di contribuire con un punto di vista meno astratto e più pratico.

Sono dell’idea che la disomogeneità di esperienze e di competenze, la varietà di capacità e di attitudini, il dinamismo e gli approcci estroversi generano originalità e creatività.

I team omogenei, i gruppi di lavoro con livelli professionali affini, con conoscenze ed esperienze consuetudinarie, dove le specialità si impastano e si confondono, tutte molto simili e sovrapponibili non fosse per la maturità dei partecipanti, hanno la sistematicità quale pregio capitale. Sono squadre monolitiche: hanno un obiettivo, hanno un tempo massimo, hanno un metodo e arrivano al termine come prestabilito. Senza deviazioni, senza colpi di testa, senza allontanarsi dalle norme, senza metterle in discussione, senza rivoluzioni. Sono perfetti, se vogliamo: eccellenti. Ma peccano di un piccolo grande difetto: il conformismo.

Il nostro approccio alla modellazione di un team ha, invece, sempre posto l’accento sulla diversificazione delle competenze, del carattere e della composizione dei membri che ne fanno parte. Un team poliedrico è un team che è in grado di formare un flusso creativo variegato, basato su esperienze e studi differenti, che permette di tirare fuori idee e soluzioni più sfrontate e poco convenzionali.

Sia chiaro: ognuno per sé e tutti insieme abbiamo i nostri metodi, i nostri approcci, le nostre consuetudini ed il nostro stile, ma non abbiamo preconcetti né dogmi che ci costringono alla dottrinizzazione del processo creativo. Ognuno mette sul tavolo le proprie peculiarità e mischia col gruppo il proprio vissuto generando singolarità.

Un team granitico nei flussi produttivi risulta virtuoso, ma per un approccio creativo ed originale sono necessarie competenze diversificate e non convenzionali che producano progetti meno conformisti. E meno noiosi, s’intende.

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