Il dollaro si ferma qui

L’ex presidente degli Stati Uniti Harry Truman aveva un cartello sulla sua scrivania che recitava la frase “The buck stops here!”.

Lo scaricabarile – pass the buck, che in inglese si riferisce a una giocata nel poker –, una volta arrivato alla sua scrivania, si fermava. In quell’ufficio, in quella postazione, le decisioni venivano prese: chi vi sedeva se ne assumeva pienamente le responsabilità e non le passava ad altri.

Il lavoro di “decidere” è il più complesso fra tutti. Le valutazioni da analizzare e le conseguenze da considerare, soprattutto quando decontestualizzate o inaspettate, allontanano da qualsiasi zona di comfort. Passare la patata bollente, rinviare la decisione sperando che se la sbrighi qualcun altro diventa, giocoforza, la via più comoda per ritornare a mettere le spalle nel monitor del PC.

Smarcare un problema, indirizzarlo e chiuderne la pratica, fermare il barile che rotola, dovrebbe essere l’obiettivo di chiunque, in un qualsiasi gruppo di persone organizzate, tenga alla stabilità e all’efficacia delle azioni del proprio team o della propria azienda.

Accettare la responsabilità ultima di decidere è la dimostrazione che palesa la differenza tra chi si sente un giocatore e chi una fiche, tra chi vuol vincere la partita e chi può solo subire quella che qualcun altro giocherà per conto suo.

Intanto decidi

Reagire adeguatamente a una situazione è una caratteristica umana e saper valutare le conseguenze di una reazione sproporzionata è fondamentale.

Luca Sofri, partendo dai fatti di Voghera e concentrandosi sui giornali, lo racconta in maniera splendida.

Prendo, e lo faccio in punta di piedi, in prestito il ragionamento e lo amplio, lo applico a ogni contesto lavorativo, più o meno importante che sia, e lo stendo sul mio trascorso professionale per farne esperienza: bisogna saper decidere.

Bisogna imparare a discernere una scelta corretta da una sbagliata, portare e portarsi verso la direzione migliore. Bisogna saper pesare le scelte, imparare a farlo, e provare a centrare quella gusta. Bisogna allenarsi a farlo nel tempo opportuno, a maggior ragione se c’è fretta. Bisogna trovare il modo per limitare gli errori, livellare verso il basso le conseguenze negative, o evitare quelle esagerate, o valutarle e anticiparne la gestione, quanto meno. Poi c’è l’errore, c’è l’eccezionale, quella resta, quella capita, fa parte del gioco, che se te ne scappa una succede, pazienza. Intanto però decidi.

“Il lavoro dei giornali è dare le notizie”, si dice spesso dai giornali per giustificare scelte che vengono spesso criticate. È vero ed è ovvio insieme: è come dire che il lavoro del lattaio è vendere il latte, e trascurare se il latte sia scaduto o se vi abbia dato il resto sbagliato. È come dire che il lavoro dell’architetto è fare le case se la casa è crollata. Eccetera. Il lavoro dei giornali è decidere quali siano le notizie e decidere come raccontarle.