La discrezionalità di Twitter

I post razzisti e xenofobi di un uomo politico (fosse pure il Presidente degli USA) vanno rimossi o tenuti online? È ragionevole che Twitter decida al posto di un giudice? Che applichi i propri termini d’uso – a ragione o a torto – in maniera discrezionale, talvolta rispettandoli alla lettera, talvolta contraddicendoli?

È giusto, quindi, lasciare alle piattaforme – che si fanno scrivere TOS che pendono verso i propri interessi – l’amministrazione della giustizia? No, probabilmente no. È pericoloso (e inquietante).

La giustizia umana è imperfetta, spesso lenta, certamente eterogenea nella sua applicazione da Paese a Paese e, talvolta, persino all’interno dello stesso Paese ma è, in democrazia, la miglior forma di giustizia sulla quale possiamo contare.

Ne scrive Guido Scorza sul suo blog.