Siamo diventati rimossi

Rileggendo l’incipit della newsletter di ieri, è buffa l’evoluzione che ha avuto la parola remoto, no? Non molti anni fa la si imparava a scuola solo in congiunzione al passato (o al trapassato, i più attenti), e raramente – frequentando linguaggi più raffinati – col suo significato di distante o estraneo (una remota possibilità): viene dal latino, vorrebbe dire in origine la stessa cosa di rimosso. Poi abbiamo iniziato a trovarlo scritto nelle istruzioni in inglese dei telecomandi (il remote control) e la distanza è diventata per la prima volta una cosa utile invece che problematica, e man mano che la tecnologia prevaleva nelle nostre vite introduceva anche con maggior frequenza il termine remoto. Siamo finiti a farlo diventare praticamente un luogo (lavoriamo da remoto) o un modo di vivere (in remoto). Siamo diventati rimossi.

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