Pretese #03 ~ Su Disney, Mastodon, feed RSS e assistenti vocali

👑 – Disney, secondo Jeanna Kadlec, ha un problema con le principesse: è ossessionata dal potere. Mentre ha fatto parziali passi avanti su diritti ed emancipazione (per quanto i personaggi femminili sono palesemente eterosessuali, nonostante sprazzi di omosessualità repressa di tanto in tanto), resta sempre l’obiettivo di far affermare alle sue eroine la propria appartenenza monarchica e di conservare lo status quo: le sue principesse operano sempre al servizio dell’impero. Dov’è lo spazio per le persone ai margini?

🐘 – Se questa modalità di pubblicazione esiste è anche a causa di quello che sta succedendo su Twitter e, di conseguenza, di quello che sto trovando su Mastodon: portate pazienza se ne parlo e ne parlerò ancora. Ho scoperto che è possibile seguire direttamente il feed RSS di un account aggiungendo l’estensione .rss all’URL. Per me è una cosa spettacolare, per quanto molto nerd.

Esempio: https://mastodon.uno/@mlqds.rss

🗞️ – A proposito di feed RSS, che per la mia dieta mediatica fondamentali: seguo diverse fonti, dai siti di notizie ai blog tecnici, blog personali e tanto altro ancora. Ho usato Google Reader come aggregatore a suo tempo, poi Feedly, TinyTiny RSS, Inoreader come servizi di aggregazione: quest’anno ho deciso di attivare un abbonamento annuale con FeedbBin. Oltre ai feed mi permette di seguire anche siti web, newsletter e tweet.

Insomma, sia per estetica che per funzionalità, mi pare al momento la migliore soluzione io abbia mai usato, prima della prossima che userò. Intanto, su iOS, continuo a scegliere Reeder come applicazione di lettura per le funzionalità aggiuntive che offre.

🔇 Alexa non sta facendo soldi, la divisione che la comprende insieme a Prime Video ha perso tre miliardi di dollari nel Q1/22: pare che Amazon si sia stancata di bruciare denaro. Tutti i piani per monetizzarci hanno fallito e dall’interno c’è chi parla di opportunità sprecata. Google è messa in situazioni simili con a Assistant: è difficile capitalizzare con i semplici comandi vocali che vengono dettati dai consumatori. Apple ha abbandonato il suo dispositivo più costoso ma sul mercato ci sono ancora speaker più piccoli dal prezzo almeno quattro volte superiore alla concorrenza – cosa che rende Siri evidentemente più sostenibile – ma non è sufficiente. Tutte stanno trovando una modalità per portare gli annunci nel proprio assistente artificiale.

La relazione che si instaura – passatemene la logica – con un assiste vocale non contemplerebbe con serenità l’idea che lo stesso ci interrompa per proporci pubblicità a prodotti, servizi o luoghi da visitare. Si romperebbe la magia, come lo sguardo in camera che buca lo schermo, come Oliver Hardy ma senza la poesia.

E quindi, quale futuro si prospetta per gli home assistant? Non esiste una direzione chiara: l’hardware non è redditizio e quindi, a meno di puntare solo su dispositivi costosi, nessuno si espone.

Non lo credo, ma l’impressione è che si proceda dritti verso il silenzio.

Pretese #02 ~ Su Qatar, Mastodon, cancellazione dei tweet, clima e lezioni da accettare

🕵️‍♂️ – L’applicazione ufficiale dei mondiali in Qatar sarebbe molto invasiva e diverse authority suggeriscono di non scaricarla. In alcuni Paesi consigliano di tenere un secondo telefono per usarla. FIFA sa ma non commenta. L’applicazione guardona è solo l’ultimo dei problemi relativi alla scellerata scelta di tenere i mondiali in un emirato dove i diritti civili sono a dir poco umiliati, ma gli stessi dubbi sono stati avanzati per l’app ufficiale della COP27 in Egitto.

Siamo noi a scegliere cosa scaricare sui nostri dispositivi, ma se fosse necessario installare l’applicazione, per lavoro o per diletto, saremmo privi di alternative agli store ufficiali e costretti ad accettare il compromesso di essere tracciati per farne uso.

Non avendo particolare fiducia in una rassicurazione degli USA e consci che l’Europa non può fare nulla a riguardo, in contesti del genere chi è che può intervenire? A mio avviso solo le proprietarie degli store, Apple e Google, potrebbero fare qualcosa contro questi “eccessi di riguardo” da parte di Paesi autoritari ai quali il mondo continua, a torto o a ragione, a dare ancora credito. Ma chi controlla il controllore?

🐘 – Le parole, su un social network, sono effimere. Svaniscono dopo qualche settimana, è la loro natura. Le puoi ritrovare, a cercarle: ma a cosa serve? A dimostrare che l’anno prima hai detto una scemenza? Quindi alcune delle cose che pubblico sul blog sono state già pubblicate, in maniera più o meno sintetica, su Mastodon. Nelle impostazioni del software c’è la possibilità di cancellare i propri post quando invecchiano e io ho scelto di rimuoverli ogni 3 mesi, quindi quello che voglio tenere lo ripubblico qua.

Un’altra cosa si può dire, inoltre, in proposito di Mastodon, a prescindere da quello che ne sarà di Twitter e delle scelte del suo proprietario: è qui per restare.

🐦 – In questa fase così caotica per Twitter non trovo inutile cancellare il mio account, perché ho ancora contatti che solo lì posso seguire e perché è nel pieno di un processo con evoluzioni così rapide che preferisco esserne aggiornato in maniera diretta. Ho valutato però di rimuovere tutti i miei vecchi tweet, un po’ anche per rispettare le logiche della cancellazione automatica di Mastodon: ho usato Semiphemeral che sento di suggerire.

🔮 – Il clima di Londra diventerà come quello di Barcellona e ci si portano piantare le palme. Gli animali inizieranno a spostarsi lontano dall’equatore e ci saranno decine di milioni di migranti climatici. In alcune parti del mondo non sarà possibile uscire all’aperto in alcuni momenti della giornata per il troppo caldo. Siccità, innalzamento del mare, fame, disastri meteorologici, incendi, nuovi virus. E fino a qualche anno fa le previsioni erano ancora peggiori.

Il New York Times pubblica una cupissima visione del nostro futuro, lo fa attraverso una modalità di lettura interattiva bellissima, molto coinvolgente e per certi versi terribilmente preoccupante.

📢 – Francesco Costa, qualche mattina fa, durante l’introduzione di Morning, parlava di alcuni Ministri dell’attuale Governo — ma tendiamo a fare un discorso decisamente più generico — che invece di argomentare una decisione presa, giusta o sbagliata che sia, hanno motivato i loro comportamenti ai giornalisti rispondendo che non ne accettano lezioni.

Dire “non accetto lezioni” non è solo un modo per dichiarare, in modo piuttosto palese, che non hai argomenti […]. Nel dichiarare il rifiuto ad accettare lezioni dichiara, mette per iscritto, il rifiuto a migliorarsi. […] Che peccato, sarebbe meglio accettare più lezioni — tutti, da tutti — e quando si viene criticati rispondere con degli argomenti.

Per rispondere con gli argomenti bisogna averne, di argomenti. E mi rendo conto che spesso, quando si viene attaccati, gli argomenti passano in secondo piano: ci siamo nascosti dietro il culto del personal branding, della riconoscibilità e dell’influenza, quindi qualsiasi rimostranza, giusta o corretta, diventa un attacco alla persona e non a quello che ha detto.

Stiamo imparando dai grandi, dunque, che in caso di difficoltà si risponde come bambini.

Pretese #01 ~ Su Mastodon, podcast, guida autonoma, limiti personali e felicità

Sono mesi che non scrivo sul blog e non nascondo che ogni volta che mi raggiungeva il desiderio di metterci le mani, così come arrivava andava via in pochi secondi, scacciato dal poco tempo a disposizione, dalla poca voglia di elaborare una riflessione piccolina e dalla poca inclinazione a pubblicare appunti senza rifiniture. Voglio provare una nuova modalità di pubblicazione, a morsi, un pezzo alla volta, frutto di note abbozzate e link messi da parte, senza ghirigori né decorazioni. Vediamo cosa ne esce fuori, senza pretese.

🐘 — A margine delle mie personalissime opinioni su Musk, sulla sua folle genialità e irreparabile infantilità, e di conseguenza su quello che sta succedendo a Twitter, sto provando con piacere a seguire un po’ di discussioni su Mastodon — tralascio cos’è e come funziona, qui e qui un po’ di materiale di approfondimento. Non nascondo che, ora che c’è ancora poca gente, vige un certo rispetto per la cosa nuova, appena tolta dalla scatola: si evita di usarla in maniera grossolana, si maneggia con cura, si prova a non sporcarla che pare brutto. Non mi dispiace ma sono convinto che non durerà molto: per adesso è un posto interessante dove cercare spunti di discussione.

Non è una rivoluzione, ovviamente: non ci salverà e non abituerà gli utenti a un confronto corretto e disciplinato. È un porto sicuro per alcune nicchie (per ora poche) interessate a determinati argomenti e alle modalità non distruttive con cui vengono trattati. Non sostituirà Twitter, non ci renderà migliori. È un software, non il catechismo. Con questa consapevolezza, si può provare ad usarlo al meglio. A sfruttarlo per cambiare le nostre relazioni sociali.

Al momento ho scelto l’istanza Mastodon.uno, mlqds.

🎙️ — Ho scoperto, tramite il blog di Gioxx, questo meraviglioso repository contenente i link ai feed RSS di tanti – non tutti, ma davvero tanti – podcast Rai, riproducibili su altre piattaforme. Mi ha permesso di aggiungere alla mia lista decine di programmi che non sarei mai riuscito ad ascoltare avendo deciso irrevocabilmente che — Il Post a parte — piattaforme differenti per ascoltare podcast non debba usarne. Sarebbe bello avere una cosa simile anche per Spotify.

🚗 — Levandowski, ex dirigente Google nel settore della guida autonoma, ci mette una pietra sopra: realisticamente non si può ambire alla totale guida autonoma dei veicoli (livello 5).

Sarebbe davvero difficile trovare un’altra industria che ha investito tanti dollari in ricerca e sviluppo e ha ottenuto così poco.

Dobbiamo accontentarci, per ora, degli ottimi supporti alla guida e continuare a tenere ben saldo il nostro volante.

🎈 — La felicità rende più facile il percorso verso il successo lavorativo, il successo rende più insidioso il percorso verso la felicità. Ne scrive A. Brooks su Internazionale.

anziché cercare di ottenere il successo e sperare che porti alla felicità, è meglio cominciare dalla ricerca della felicità, che sicuramente porterà anche un aumento del successo lavorativo

🏍️ — Lo scorso giugno, a pochi mesi dai miei primi anta, mi è venuta una irrefrenabile voglia di prendere una moto. Non avevo mai guidato prima nemmeno uno scooter: il mio unico mezzo a due ruote montato in precedenza era stata la bicicletta. Il tema era anche: non ne avevo la patente. Così ho voluto abbracciare un piccolo progetto personale, banalissimo e significativo allo stesso tempo — solo per me, e me ne rendo conto: se gli altri potevano guidare una moto, perché non potevo farlo anche io? Così oggi, novembre inoltrato, ho una motocicletta che guido con una gioia poco descrivibile e da qualche mese ho raggiunto lo status di patentato per la categoria A.

Per dire, infine, che ogni tanto fare cose ordinarie che ci fanno sentire straordinari incrementa la coscienza di poter superare i nostri limiti e ci rende migliori. Bisogna farne un po’ di più.