Restare a casa nel metaverso

Facebook è nato per rivalsa nei confronti una ragazza ed è maturato come piattaforma di comparazione estetica di studentesse universitarie. Che risposta si poteva aspettare da Meta una utente molestata su Horizon Worlds?

Dopo un processo di revisione interna ha concluso che la beta tester avrebbe dovuto usare uno strumento chiamato “Zona sicura” che gli utenti possono attivare se si sentono minacciati. Lo strumento di fatto ti relega in una bolla protettiva e impedisce alle persone di interagire con te finché non esci dalla bolla. È l’equivalente digitale di dire alle donne che se non vogliono essere molestate mentre camminano per strada dovrebbero restarsene a casa. La cara vecchia misoginia con una nuova confezione adatta all’era digitale.

L’articolo di Arwa Mahdawi sul The Guardian, tradotto da Internazionale.

Off topic: in ginocchio per la geniale introduzione, un manifesto da condividere.

Attenzione: questo articolo contiene diversi riferimenti al metaverso, un termine alla moda estremamente fastidioso che persone estremamente fastidiose adorano seminare qua e là, di solito assieme a “blockchain” e “ntf”. Se siete più o meno come me, leggendo la parola “metaverso” potreste sentirvi morire dentro, perciò voglio prepararvi.