Combattere il virus combattendo paura e ignoranza

Questo articolo di Gina Kolata è stato tradotto e pubblicato su Internazionale lo scorso maggio 2020. È invecchiato di un anno ma ha anticipato quello che sta accadendo: le persone stanno mettendo personalmente fine alla pandemia, nonostante dal punto di vista medico sia tutt’altro che terminata. Sfiniti e frustrati, ignorano le restrizioni: la Pasqua del 2021, ad esempio, è stata presa decisamente molto più alla leggera della Pasqua del 2020, nonostante le restrizioni siano state sostanzialmente le stesse.

Bisognava combattere ignoranza e paura per combattere il virus. Oggi bisogna combattere ignoranza e paura per favorire i vaccini. Ne usciremo.

Dobbiamo essere pronti a combattere la paura e l’ignoranza con lo stesso impegno con cui combattiamo il virus, altrimenti la paura infliggerà danni enormi alle persone più vulnerabili, anche in luoghi dove non viene registrato nemmeno un caso di contagio. Un’epidemia della paura può avere conseguenze terrificanti, soprattutto se abbinata a problematiche legate alla razza, al privilegio e alla lingua.

Paranoia capitalizzata

Quando un vicino pubblica un individuo sospetto che ha attraversato il prato davanti casa, il sistema gli consente, in quel preciso momento, di condividerlo in tempo reale con chiunque stia guardando. Ora tutti nella comunità vengono avvisati di una persona sospetta.

Ring, l’azienda che produce il campanello elettronico di proprietà di Amazon, sta stringendo accordi con le forze di polizia locali in USA, ma solo su base volontaria degli utenti, per la condivisione con le forze dell’ordine delle immagini rubate dall’alto dello zerbino sull’uscio. I poliziotti non possono vedere dalle telecamere in diretta, ma l’azienda si riserva di non rimuovere i video (anche se l’utente li pensa cancellati) se possono tornare utili in qualche indagine. La polizia ne incoraggia l’utilizzo e, talvolta è capitato, regala i dispositivi per incentivarne l’uso e la condivisione.

La cosa più inquietante è però Neighbors, il social network interno dove i clienti di Ring possono condividere i video registrati, segnalare i “sospetti” e commentare i video degli altri utenti.

Amazon ha inoltre ottenuto per Ring il brevetto per il riconoscimento facciale: il sistema imparerà da solo a riconoscere i sospetti e a segnalarli alla comunità.

Da quando si è diffuso, la gente nota più crimine. Ma il crimine scatena paure, le paure necessitano di sicurezza, e Ring offre sicurezza.

Scacco matto, la paranoia è capitalizzata.