Pretese #02 ~ Su Qatar, Mastodon, cancellazione dei tweet, clima e lezioni da accettare

🕵️‍♂️ – L’applicazione ufficiale dei mondiali in Qatar sarebbe molto invasiva e diverse authority suggeriscono di non scaricarla. In alcuni Paesi consigliano di tenere un secondo telefono per usarla. FIFA sa ma non commenta. L’applicazione guardona è solo l’ultimo dei problemi relativi alla scellerata scelta di tenere i mondiali in un emirato dove i diritti civili sono a dir poco umiliati, ma gli stessi dubbi sono stati avanzati per l’app ufficiale della COP27 in Egitto.

Siamo noi a scegliere cosa scaricare sui nostri dispositivi, ma se fosse necessario installare l’applicazione, per lavoro o per diletto, saremmo privi di alternative agli store ufficiali e costretti ad accettare il compromesso di essere tracciati per farne uso.

Non avendo particolare fiducia in una rassicurazione degli USA e consci che l’Europa non può fare nulla a riguardo, in contesti del genere chi è che può intervenire? A mio avviso solo le proprietarie degli store, Apple e Google, potrebbero fare qualcosa contro questi “eccessi di riguardo” da parte di Paesi autoritari ai quali il mondo continua, a torto o a ragione, a dare ancora credito. Ma chi controlla il controllore?

🐘 – Le parole, su un social network, sono effimere. Svaniscono dopo qualche settimana, è la loro natura. Le puoi ritrovare, a cercarle: ma a cosa serve? A dimostrare che l’anno prima hai detto una scemenza? Quindi alcune delle cose che pubblico sul blog sono state già pubblicate, in maniera più o meno sintetica, su Mastodon. Nelle impostazioni del software c’è la possibilità di cancellare i propri post quando invecchiano e io ho scelto di rimuoverli ogni 3 mesi, quindi quello che voglio tenere lo ripubblico qua.

Un’altra cosa si può dire, inoltre, in proposito di Mastodon, a prescindere da quello che ne sarà di Twitter e delle scelte del suo proprietario: è qui per restare.

🐦 – In questa fase così caotica per Twitter non trovo inutile cancellare il mio account, perché ho ancora contatti che solo lì posso seguire e perché è nel pieno di un processo con evoluzioni così rapide che preferisco esserne aggiornato in maniera diretta. Ho valutato però di rimuovere tutti i miei vecchi tweet, un po’ anche per rispettare le logiche della cancellazione automatica di Mastodon: ho usato Semiphemeral che sento di suggerire.

🔮 – Il clima di Londra diventerà come quello di Barcellona e ci si portano piantare le palme. Gli animali inizieranno a spostarsi lontano dall’equatore e ci saranno decine di milioni di migranti climatici. In alcune parti del mondo non sarà possibile uscire all’aperto in alcuni momenti della giornata per il troppo caldo. Siccità, innalzamento del mare, fame, disastri meteorologici, incendi, nuovi virus. E fino a qualche anno fa le previsioni erano ancora peggiori.

Il New York Times pubblica una cupissima visione del nostro futuro, lo fa attraverso una modalità di lettura interattiva bellissima, molto coinvolgente e per certi versi terribilmente preoccupante.

📢 – Francesco Costa, qualche mattina fa, durante l’introduzione di Morning, parlava di alcuni Ministri dell’attuale Governo — ma tendiamo a fare un discorso decisamente più generico — che invece di argomentare una decisione presa, giusta o sbagliata che sia, hanno motivato i loro comportamenti ai giornalisti rispondendo che non ne accettano lezioni.

Dire “non accetto lezioni” non è solo un modo per dichiarare, in modo piuttosto palese, che non hai argomenti […]. Nel dichiarare il rifiuto ad accettare lezioni dichiara, mette per iscritto, il rifiuto a migliorarsi. […] Che peccato, sarebbe meglio accettare più lezioni — tutti, da tutti — e quando si viene criticati rispondere con degli argomenti.

Per rispondere con gli argomenti bisogna averne, di argomenti. E mi rendo conto che spesso, quando si viene attaccati, gli argomenti passano in secondo piano: ci siamo nascosti dietro il culto del personal branding, della riconoscibilità e dell’influenza, quindi qualsiasi rimostranza, giusta o corretta, diventa un attacco alla persona e non a quello che ha detto.

Stiamo imparando dai grandi, dunque, che in caso di difficoltà si risponde come bambini.

Non è una Internet per giovani

Gli anziani stanno rompendo il mondo a causa di Internet. Sono perlopiù analfabeti digitali, si fanno truffare facilmente, credono alle bufale e seguono siti e account social che diffondono notizie evidentemente false. Votano e voteranno per molti anni ancora e – essendo mediamente più ricchi dei giovani – partecipano economicamente in maniera importante alle elezioni. Sono potenti e in collera e stanno influenzando pericolosamente la nostra società.

Online hanno trovato il modo migliore – o peggiore – per trovare sfogo alla propria solitudine o, peggio ancora, al proprio isolamento, ritrovandosi nei meme farlocchi e nei post spazzatura o addirittura ironici ma incompresi.

This constellation of behaviors, which broadly seeks to avoid conflict and minimize disappointment, may make these individuals prone to gravitating towards sources of information that mirror their own worldview thereby maintaining a sense of self. […] Older Americans are more likely to live in rural communities and this can bring with it a sense of isolation that makes the internet seem like the best, or perhaps only, way to connect with others.

La ricerca è statunitense e ne scrive Craig Silverman su Buzz Feed, ma non fatico a trovare relazioni con quello che succede in Italia e, senza scomodare il Paese, con quello che succede in famiglia.

Mio padre – over 65 – passa molto tempo su Facebook. Buona parte dei contenuti che condivideva (non posso più saperlo: sono mesi che ho rimosso il mio account e ancor prima avevo smesso di seguirlo per non ritrovarmi deluso ad ogni post) erano notizie false, per lo più pubblicate da siti, gruppi o account vicini al Movimento 5 Stelle e alle quali seguiva insistentemente sempre un mio commento: «È una bufala», corredato da link. Ha creduto a qualsiasi cosa e, quelle poche volte che abbiamo provato a discuterne, le basi che citava erano sempre le stesse: notizie distorte, monche o false ma comunque sempre a favore della linea politica nella quale aveva deciso di credere. Tutto il resto, qualunque fosse stata la fonte: bugie. Alle politiche ha poi votato per il “movimento”.

Non si è mai fatto truffare, fortunatamente non ne è mai capitata l’occasione, credo mi chiederebbe pareri.

Come lui i suoi amici, i conoscenti e quel pezzo di Italia pensionato o vicino alla pensione, con molto tempo libero e tanto rancore per una vita, forse, non vissuta come avrebbero voluto: il posto fisso, la monotonia, i figli cresciuti, le vacanze al mare, la domenica a messa. La solitudine.

“Despite very specifically discussing these issues with my grandmother, she hasn’t stopped liking and sharing things on the platform, and perhaps that is our fault — not spending more time with her, I love my grandma.”

La colpa di tutto questo, probabilmente, è anche nostra. Di noi figli e nipoti che chiusi nei gusci dei nostri dispositivi e presi nelle discussioni delle nostre bolle, li abbiamo lasciati soli a confrontarsi con like, condivisioni impulsive e inserzioni di propaganda.

Forse facciamo ancora in tempo a recuperare e a passarci un po’ di tempo insieme, giusto per distrarli dai social network e dal maldestro tentativo di distruggere il mondo.