Tutto per tutti

Senza Android, gli smartphone avrebbero potuto rimanere com’erano quando (Jobs) era in vita: una tecnologia straordinaria limitata principalmente alle parti relativamente ricche del globo, come lo era stato il PC prima. Invece, lo smartphone rappresenta una nuova branca dell’evoluzione tecnologica, la forza trainante che sta portando il resto del mondo online.

Senza Google, Samsung e i produttori cinesi, spiega Bloomberg, lo smartphone non si sarebbe diffuso come è poi avvenuto. Sarebbe stato un oggetto ricco, diffuso in Occidente e utilizzato solo da chi poteva permettersi un iPhone – il primo vero smartphone, come lo intendiamo oggi, sul mercato. Senza la diffusione di Android, tanti servizi, tante tecnologie e tante innovazioni che conosciamo e diamo per scontate, probabilmente non avrebbero avuto linfa per nascere o crescere. Senza gli smartphone di fascia bassa (con tutti i limiti, le mancanze e le insicurezze che hanno, sia chiaro), una enorme fetta della popolazione mondiale non avrebbe avuto accesso a Internet e non avrebbe usufruito dei migliaia di servizi oggi disponibili a tutti.

L’iPhone fu presentato da Jobs come «un prodotto rivoluzionario che cambia tutto». È stato vero. Ma la tesi di Boolmberg è condivisibile: Android ha cambiato tutto per tutti.

Samsung S8, the standard for smartphones in 2017

Samsung’s flagship Galaxy Android handsets set the standard for smartphones in 2017. It may have not been the first phone with a nearly borderless screen, but the Galaxy S8’s exquisitely curved display certainly made it the among most attractive phones of the year. Not to mention its eye-popping OLED display, which for a long time was the best you could ask for on a phone. Samsung also made an effort to simplify the phone’s software, cutting a lot of the extraneous features that made its older phones feel clunky.

Il Time nomina il Samsung Galaxy S8 al quinto posto nella top ten dei gadgets del 2017. I motivi: design, display e software.

Sono stato un utente “stock” di Android per diversi anni, lo smartphone per il sottoscritto era il Nexus. Nient’altro. Poi l’infatuazione la scorsa estate, la prova e la conferma. Samsung ha fatto un lavoro eccellente e, ancora dopo diversi mesi, senza concreti rivali – certo: gli ultrà, i religiosi e i fan che non saranno d’accordo, ma proviamo ad essere oggettivi.

Ha i suoi limiti, su tutto la delicatezza estrema del display, i tempi pachidermici per gli aggiornamenti e la necessità di personalizzazione via launcher se si vuole ricreare un ambiente Google-like.

Compromessi che ne valgono la pena.