Il team diversificato e le competenze non convenzionali

Se vuoi stabilire connessioni innovative, non devi possedere lo stesso bagaglio di esperienze che hanno tutti gli altri

— Steve Jobs, 1982

Sono un informatico per formazione e inclinazione, ho lavorato nell’ambito dello sviluppo (prima) e della consulenza (poi) preferendo sempre un approccio poco accademico e quanto mai ortodosso alle soluzioni tecnologiche. Non ho perciò mai avuto parecchie difficoltà a partecipare ai brief creativi della nostra agenzia, a contribuire con proposte poco conservatrici verso i precetti di branding e di comunicazione B2B, più razionali e analitiche che promozionali. Ho sbagliato, ho imparato, mi sono confrontato, ho partecipato, ho rubato, ho studiato e ancora studio, ma la mia formazione eretica mi ha permesso di contribuire con un punto di vista meno astratto e più pratico.

Sono dell’idea che la disomogeneità di esperienze e di competenze, la varietà di capacità e di attitudini, il dinamismo e gli approcci estroversi generano originalità e creatività.

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Fare tardi, un problema che sembra un merito

Crearts chiude alle 18. Non è un ammonimento ai clienti poco tempestivi, né un manifesto di scarsa produttività: l’agenzia ha deciso di chiudere alle 18 perché prima del lavoro, prima dei progetti e delle attività da svolgere, c’è tanto del resto.

Non abbiamo molte regole né consuetudini troppo rigide. A dire il vero, nemmeno questa abitudine riusciamo a rispettare fedelmente: ci piace essere disponibili, via cellulare o e-mail, anche dopo l’orario di attivazione della segreteria telefonica. Ma quello della chiusura è un cardine: il congiungimento di ogni singolarità con l’eccezionalità della propria personalissima vita privata. Con la famiglia, con le passioni, con gli hobby, con l’ozio. Crearts chiude alle 18 perché se chiudessimo più tardi non ne resterebbe abbastanza per sentirne la mancanza.

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