Provvisorio permanente
Non esiste niente di più definitivo del provvisorio. Ogni azienda è piena di fondazioni invisibili nate come tampone, accese una sera in fretta e mai più spente. Nessuno le ha progettate, ma tutti ci poggiano sopra.
Non esiste niente di più definitivo del provvisorio. Ogni azienda è piena di fondazioni invisibili nate come tampone, accese una sera in fretta e mai più spente. Nessuno le ha progettate, ma tutti ci poggiano sopra.
L’innovazione non è un lieto evento, è un’autopsia.
Prima di poter dichiarare l’inizio di una nuova era tecnologica in azienda, bisogna avere il coraggio di sezionare il cadavere delle vecchie abitudini. Spesso ci si illude di fare “reingegnerizzazione” cambiando l’interfaccia con cui si inseriscono i dati, ignorando che il vero cuore pulsante dell’organizzazione non batte nei server, ma in quella fitta rete di procedure fantasma che raramente si ha il coraggio di mettere nero su bianco.
L’eroe in azienda è quello che risolve il problema critico il venerdì sera alle otto. È quella che sa esattamente dove mettere le mani quando non funziona qualcosa e nessun altro sa perché. È la persona a cui tutti si rivolgono perché l’unica a sapere come fare.
Non si compra tecnologia per comprare l’ordine. Non si delega a un software, a una licenza o a un abbonamento mensile, il compito di strutturare un’organizzazione inefficiente. Non funziona così.