Il logorio del non poter fare
Lo stress non è un merito, è un segnale. Bisogna però distinguere tra la fatica del fare e il logorio del non poter fare.
Lo stress non è un merito, è un segnale. Bisogna però distinguere tra la fatica del fare e il logorio del non poter fare.
L’illusione che l’informatica sia diventata “facile” è una grande minaccia per il business moderno. Si è consolidata la cultura del faidaté digitale: oggi chiunque abbia una carta di credito si sente un architetto di sistemi, capace di rivoluzionare i processi con un abbonamento da venti dollari al mese.
Il reparto IT non è un concierge tecnologico. Non è un servizio di cortesia, né un ufficio di assistenza personale. E un ticket non è un fastidioso ostacolo burocratico o una scocciatura inventata per rallentare le cose.
L’innovazione non è un lieto evento, è un’autopsia.
Prima di poter dichiarare l’inizio di una nuova era tecnologica in azienda, bisogna avere il coraggio di sezionare il cadavere delle vecchie abitudini. Spesso ci si illude di fare “reingegnerizzazione” cambiando l’interfaccia con cui si inseriscono i dati, ignorando che il vero cuore pulsante dell’organizzazione non batte nei server, ma in quella fitta rete di procedure fantasma che raramente si ha il coraggio di mettere nero su bianco.
WhatsApp è lo strumento più usato nelle aziende italiane. Più di Slack, più di Microsoft Teams e di Google Chat, più di qualunque piattaforma nata e pensata per il lavoro. Le aziende non riescono a farne a meno: è veloce, è pratico, è immediato. Tutti lo hanno già installato. Più il livello del dipendente sale verso il management, più WhatsApp diventa imprescindibile.
Lo sviluppo del software non è una questione di velocità di scrittura o di padronanza della sintassi. Servono, certo, ma non sono sufficienti.
Se tutti avessero buonsenso, diceva quello, non ci sarebbe bisogno di regole. Niente norme, niente processi, niente procedure. Ognuno farebbe la cosa giusta al momento giusto con l’intento di portare a casa il risultato. Il lavoro scorrerebbe fluido, le decisioni sarebbero rapide, le incomprensioni inesistenti. Un’utopia aziendale dove tutto funziona perché tutti vogliono che funzioni.
C’è un trauma infantile che ci accomuna tutti: la scoperta che Babbo Natale non esiste. È il momento in cui il pensiero magico si infrange contro la logistica della realtà. Scopri che i regali non appaiono dal nulla, ma vanno scelti, pagati, trasportati e impacchettati dai tuoi genitori.
Non è una questione di soldi o di benefit, né di libertà di manovra. Quando si parla di tenere strette le persone di valore in azienda, c’è una sola cosa che conta.
C’è una buona notizia, a rifletterci: quasi certamente non verremo rimpiazzati da un algoritmo. L’intelligenza artificiale, da sola, non ci porterà via la scrivania, il badge o il ruolo. Chi dice il contrario, mente. Gli umani continueranno a lavorare, e a essere necessari, per molto tempo ancora.