Qualificatevi!
L’intelligenza artificiale non ha tolto gli ultimi posti, ha tolto il primo gradino.
L’intelligenza artificiale non ha tolto gli ultimi posti, ha tolto il primo gradino.
Nessuna compagnia aerea rinuncia al pilota automatico per amore della tradizione. E nessuna, pur avendolo, toglierebbe il pilota dalla cabina per risparmiare sullo stipendio. Il pilota non è pagato per le ore in cui l’aereo vola da solo: è pagato per i pochi secondi in cui il sistema si stacca.
Nessuno organizza un viaggio impegnativo senza prima pianificarlo. Con la famiglia, poi, ancora meno: chi porta bambini e le bambine in un paese dove la lingua, i trasporti o le abitudini locali sono un’incognita sa che l’imprevisto, lì, non è un’avventura da raccontare ma un rischio da evitare.
In questo momento la privacy non è una priorità, mi ha detto qualche tempo fa un cliente con la tranquillità di chi comunica una scelta di buonsenso. C’era altro a cui pensare, non era il momento di fare i sofisticati. In poche ore, tutti i dati sensibili dei dipendenti finirono in pasto a un’intelligenza artificiale esterna.
Che una squadra si tenga insieme con la fiducia, l’affiatamento, lo spirito giusto è una convinzione rassicurante, ma vera solo a metà. Una squadra si tiene insieme con il fatto, molto più prosaico, che le persone si parlano. E che si parlano nel modo giusto, al momento giusto, lasciando traccia.
Si può avere l’illusione del controllo anche quando lo si sta perdendo: è sufficiente misurare ciò che è facile, e non cosa è importante, ottenendo di conseguenza ciò che è facile, e non cosa è importante.
Non esiste niente di più definitivo del provvisorio. Ogni azienda è piena di fondazioni invisibili nate come tampone, accese una sera in fretta e mai più spente. Nessuno le ha progettate, ma tutti ci poggiano sopra.
Lo stress non è un merito, è un segnale. Bisogna però distinguere tra la fatica del fare e il logorio del non poter fare.
L’illusione che l’informatica sia diventata “facile” è una grande minaccia per il business moderno. Si è consolidata la cultura del faidaté digitale: oggi chiunque abbia una carta di credito si sente un architetto di sistemi, capace di rivoluzionare i processi con un abbonamento da venti dollari al mese.
Il reparto IT non è un concierge tecnologico. Non è un servizio di cortesia, né un ufficio di assistenza personale. E un ticket non è un fastidioso ostacolo burocratico o una scocciatura inventata per rallentare le cose.