Governance ICT, patrimonio societario
Quando si parla di patrimonio societario non si può non considerare anche il patrimonio organizzativo: quel capitale che deve sopravvivere alle persone, alle contingenze, ai cambiamenti aziendali e del mercato di riferimento. Una policy di governance ICT è tra quelli più importanti.
La governance ICT è un insieme di regole, processi, ruoli e responsabilità che stabilisce come un’organizzazione governa le proprie risorse tecnologiche. È il modo in cui l’azienda decide, gestisce e orienta strategicamente la propria tecnologia. Stabilisce i principi più importanti, le competenze, i poteri: chi decide gli investimenti? Come si valuta un progetto? Come sono organizzate le figure? Chi risponde quando qualcosa va storto? È una bussola, serve per non perdersi a ogni negoziazione, improvvisandone le direzioni.
Costruire una policy di governance ICT significa strutturare qualcosa che deve durare nel tempo, indipendentemente dalle risorse che oggi occupano determinati ruoli. Deve sopravvivere alle persone: immagina se la tua azienda fosse costretta a ripartire da zero ogni volta che cambia un manager. Una governance garantisce che le scelte tecnologiche siano coerenti nel tempo, che ci sia un filo conduttore, che non si sprechi denaro e che non si accavallino ruoli, figure, responsabilità e competenze.
Deve cambiare, mutare, migliorare: è un processo vivente, non un documento statico, ed evolve con l’organizzazione. Ogni progetto porta nuove lezioni. Ogni incidente rivela lacune. Ogni cambiamento di mercato richiede aggiustamenti: va revisionata, discussa, migliorata. Va comunicata e testata nella pratica quotidiana. Va curata.
È un linguaggio comune, una mappa delle responsabilità, un metodo di lavoro: è l’unico strumento che permette a un’organizzazione di essere padrona della propria tecnologia, e di non subirla.
E deve essere redatta con un unico punto fermo: funziona adesso e deve funzionare anche senza di me.