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  1. Come la penso/

Il pensiero magico del software

·401 parole·2 minuti

C’è un trauma infantile che ci accomuna tutti: la scoperta che Babbo Natale non esiste. È il momento in cui il pensiero magico si infrange contro la logistica della realtà. Scopri che i regali non appaiono dal nulla, ma vanno scelti, pagati, trasportati e impacchettati dai tuoi genitori.

È un passaggio di maturità necessario. Con mia figlia è successo di recente. Con qualcuno arriva più tardi, con qualche altro prima. Si arriva a una certa età, comunque, che a elfi e slitte volanti non si crede più.

Almeno così dovrebbe essere. Perché poi, nella realtà, c’è una parte di mondo professionale che crede ancora all’implementazione della tecnologia come un atto di magia. Si convince, cioè, che l’IT sia una black box dove, una volta inserito un desiderio da un lato, dall’altro esce la soluzione perfettamente funzionante. Subito, possibilmente “per ieri”.

La tecnologia è ingegneria, non è magia. E come ogni opera di ingegneria risponde a regole precise di pianificazione, analisi e costruzione e non a schiocchi di dita.

Quando si chiede una piattaforma e la si vuole “pronta subito”, si sta chiedendo a Babbo Natale discendere dal camino. Nel mondo reale, si vuole sostituire l’organizzazione con una slitta volante.

Un software, per funzionare e generare valore, ha bisogno di fasi che non possono essere compresse all’infinito:

  1. analisi, per capire cosa serve davvero (non cosa si pensa necessario) e mappare i processi attuali e disegnare quelli futuri;
  2. progettazione, per decidere come costruire la soluzione, quali dati incrociare, quali permessi assegnare, quali scenari di errore prevedere, …;
  3. sviluppo e test, per scrivere il codice (per quanto oggi si può fare più velocemente di ieri), e soprattutto per testarlo; per vedere i test fallire, perché è normale che accada, e per correggere.

Saltare anche una sola parte di questi passaggi in nome dell’urgenza non farà arrivare prima: farà arrivare con un prodotto costoso, rotto e probabilmente inutile.

Non esiste il software “pronto per ieri”, a meno di prodotti scadenti e da rifare entro breve. Esiste il software pianificato per tempo e prodotti col tempo.

Il tempo è una risorsa, non un nemico. La qualità richiede previsione. La stabilità richiede architettura.

Babbo Natale non esiste. Se proprio vogliamo scrivere una letterina, chiediamo di lasciar lavorare i professionisti nei tempi e nei modi corretti così che possano costruire qualcosa di molto più utile di un regalo a sorpresa: una struttura solida che fa crescere il business.