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  1. Come la penso/

La vera professionalità è rendersi inutili

·361 parole·2 minuti

L’eroe in azienda è quello che risolve il problema critico il venerdì sera alle otto. È quella che sa esattamente dove mettere le mani quando non funziona qualcosa e nessun altro sa perché. È la persona a cui tutti si rivolgono perché l’unica a sapere come fare.

Agli occhi del management o della direzione, l’eroe appare come una risorsa preziosa, devota, quasi insostituibile. È il salvatore della patria. Ma la verità è un po’ più antipatica: l’eroe è un danno aziendale.

Un’organizzazione che dipende dagli eroi è un’organizzazione malata e vulnerabile. L’eroe, spesso involontariamente, accentra su di sé competenze e informazioni vitali, creando un collo di bottiglia rischioso e imprevedibile.

L’eroe agisce sovente e al di fuori delle procedure. Non documenta perché “non ha tempo” o perché “tanto lo so come si fa“. Non condivide la conoscenza perché la sua indispensabilità è la sua armatura. Risolve l’emergenza, ma troppe volte lo fa con toppe che solo lui comprende, bypassando protocolli di sicurezza e standard qualitativi.

E cosa succede se l’eroe si ammala? Se decide di cambiare lavoro? Se, banalmente, va in ferie o vince alla lotteria?

Succede che l’azienda si ferma. Succede che ci si accorge che interi processi vitali non erano processi aziendali, ma rituali personali custoditi nella testa di un singolo individuo. E questo, in un’ottica di governance ICT e di continuità operativa, è inaccettabile. Le procedure devono sopravvivere alle persone.

La vera professionalità non è rendersi indispensabili. La vera professionalità è rendersi inutili.

Sembra un paradosso, ma un professionista serio lavora affinché il suo lavoro possa essere compreso, replicato e portato avanti anche in sua assenza. Documenta, forma i colleghi e le colleghe, struttura processi che non dipendano dalle capacità del singolo ma dalla solidità del metodo. Lascia un’eredità chiara, non enigmi da decifrare.

Se in azienda c’è qualcuno che “solo lui o lei sa come funziona”, allora non hai un eroe: hai un single point of failure, a fare inglesismi. Un bel problema, a dirla chiara. Disinnescalo prima che esploda, trasformando quella “magia” individuale in un processo condiviso e documentato.

Non c’è bisogno di eroi che spengono incendi: c’è bisogno di professionisti che installano sistemi antincendio funzionanti.