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  1. Come la penso/

La comunicazione è un'infrastruttura

·240 parole

Che una squadra si tenga insieme con la fiducia, l’affiatamento, lo spirito giusto è una convinzione rassicurante, ma vera solo a metà. Una squadra si tiene insieme con il fatto, molto più prosaico, che le persone si parlano. E che si parlano nel modo giusto, al momento giusto, lasciando traccia.

Sentirsi, condividere strumenti e decisioni è la struttura portante del lavoro di un team. E come ogni struttura, va progettata. L’affiatamento spontaneo non è un’infrastruttura: è fortuna, e la fortuna non si manutiene. Soprattutto da remoto, dove nessuna prossimità fisica copre i silenzi, ciò che non viene reso esplicito semplicemente non accade. Un dubbio non detto resta un dubbio. Una decisione che vive in una conversazione privata, per la squadra, è una decisione che non è mai stata presa.

Il punto non è parlare di più, che il rumore è un guasto quanto il silenzio. Il punto è decidere cosa passa, dove, e con quale traccia: dove si deposita ciò che è stato deciso, quale canale serve a quale scopo, cosa va scritto perché sopravviva a chi lo sa. È una scelta di metodo, non di carattere. E come ogni scelta di metodo, deve reggere anche quando manca la persona che finora teneva insieme tutto.

Il valore di una squadra non è la somma delle sue teste, ma la qualità dei canali che le collegano. E i canali vanno curati affinché la somma delle teste restituisca un risultato di qualità.