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  1. Come la penso/

Qualificatevi!

·337 parole

L’intelligenza artificiale non ha tolto gli ultimi posti, ha tolto il primo gradino.

I compiti ripetitivi e a basso rischio con cui si è sempre imparato il mestiere sono esattamente quelli che oggi una macchina sbriga in pochi secondi. Da junior svolgevo compiti tutt’altro che impegnativi e venivo pagato – poco – per sbagliare – a sufficienza – in un ambiente protetto. Quella palestra si sta chiudendo.

Chi si sente perso ha ragione, ma ha torto se ne conclude che non valga più la pena provarci.

Il punto è che la scala c’è ancora: si comincia semplicemente più in alto. E l’unico modo per arrivare al secondo gradino senza essere passati dal primo è costruirselo da soli. Studiare. Non per collezionare attestati da appendere al profilo, ma per capire davvero come funziona il proprio lavoro, perché solo chi lo capisce può decidere cosa affidare a una macchina e cosa no.

Eppure lo stesso strumento che ha tolto il primo gradino è anche il miglior insegnante privato che sia mai esistito. Risponde alle tre di notte e non si spazientisce alla decima domanda ingenua. Solo che insegna unicamente a chi fa domande. A chi chiede soltanto risposte consegna i compiti già fatti, e lo lascia esattamente dov’era.

Usare l’AI per non studiare è il modo più rapido per restare al palo. Usarla per studiare è il modo più rapido per uscirne. La differenza non sta nello strumento, sta in chi lo impugna.

Chi impara a farla entrare nel proprio modo di lavorare – qualunque sia il ruolo – smette presto di vederla come una minaccia e scopre di avere un alleato di cui non si riesce più a fare a meno. Chi la subisce, invece, resta lì ad aspettare il proprio turno.

Il mercato non premia più chi esegue: premia chi sa giudicare ciò che è stato eseguito. E il giudizio non si scarica ma si costruisce.

Quindi: qualificatevi. Studiate, sbagliate, chiedete, migliorate. Il primo gradino non ve lo regalerà più nessuno, ma nessuno vi vieta di costruirvelo.