Sharing the failure

[…] la sharing economy non ha innovato quasi niente, almeno dal punto di vista della tecnologia. Nessun nuovo oggetto, nessun nuovo linguaggio. La sharing economy è una forma di disintermediazione tramite smartphone: prendi servizi che già esistono e trovi il modo di distribuirli via app, sperando che qualcuno paghi. E’ un frutto basso (molto basso) dell’albero dell’innovazione. Per di più, è in gran parte in perdita. La vera rivoluzione è stata culturale: la sharing economy ci ha abituato a ottenere a poco prezzo servizi che dovrebbero costare di più.

Uber sta per presentarsi in borsa, Lyft l’ha già fatto e nessuna delle due se la passa finanziariamente bene. Il bike sharing diventa insostenibile e perde quota, stessa direzione stanno prendendo le startup di monopattini elettrici. La sharing economy, quella con asset fisici, pare stia inchiodando.

Ne scrive Eugenio Cau sull’ultimo numero di Silicio, la bella newsletter de Il Foglio. Ci si iscrive da qui.

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