Tutto per tutti

Senza Android, gli smartphone avrebbero potuto rimanere com’erano quando (Jobs) era in vita: una tecnologia straordinaria limitata principalmente alle parti relativamente ricche del globo, come lo era stato il PC prima. Invece, lo smartphone rappresenta una nuova branca dell’evoluzione tecnologica, la forza trainante che sta portando il resto del mondo online.

Senza Google, Samsung e i produttori cinesi, spiega Bloomberg, lo smartphone non si sarebbe diffuso come è poi avvenuto. Sarebbe stato un oggetto ricco, diffuso in Occidente e utilizzato solo da chi poteva permettersi un iPhone – il primo vero smartphone, come lo intendiamo oggi, sul mercato. Senza la diffusione di Android, tanti servizi, tante tecnologie e tante innovazioni che conosciamo e diamo per scontate, probabilmente non avrebbero avuto linfa per nascere o crescere. Senza gli smartphone di fascia bassa (con tutti i limiti, le mancanze e le insicurezze che hanno, sia chiaro), una enorme fetta della popolazione mondiale non avrebbe avuto accesso a Internet e non avrebbe usufruito dei migliaia di servizi oggi disponibili a tutti.

L’iPhone fu presentato da Jobs come «un prodotto rivoluzionario che cambia tutto». È stato vero. Ma la tesi di Boolmberg è condivisibile: Android ha cambiato tutto per tutti.

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