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Chi ha scritto quello che hai letto

·639 parole·3 minuti

Non sono un esperto di intelligenza artificiale né mi arrogo l’idea di saperne rispetto a chi ne fa ricerca, lavoro o attività di studio: sono un utente, un informatico, coinvolto dalla curiosità e dall’hype che il tema ha scatenato recentemente su blog, social network, giornali e podcast, e ho voluto testare personalmente le caratteristiche e la capacità di “relazione” di ChatGPT, il bot di OpenAI che interagisce attraverso conversazione agli stimoli (prompt) che gli vengono dati – qui su Il Post un articolo che descrive cos’è e chi lo ha realizzato.

I risultati sono sorprendenti: l’AI riesce a comunicare in maniera estremamente puntuale, restituendo risposte precise, concrete e aderenti alla domanda: ho chiesto di creare storie, di scrivere un annuncio di lavoro, di abbozzare qualche riga di codice, di produrre una recensione positiva per un determinato ristorante e di stendere una specifica tecnica per un software che ho descritto in una riga. Per tutte le richieste, le risposte sono state conformi, armoniche nella loro semplicità e consistenti rispetto all’obiettivo. I contenuti andrebbero leggermente migliorati, rivisti, ma tutti erano leggibili, corretti e utilizzabili (considerando, inoltre, che il massimo del risultato lo si ottiene “conversando” in inglese, mentre io ho utilizzato l’italiano), come scritti da una persona in carne ed ossa.

Un po’ di difficoltà l’ho appurata, ma non sono stato il solo e OpenAI non ne fa mistero, su temi troppo specialistici, sulla matematica, sui linguaggi di programmazione, sulla storicità oltre lo scorso anno (l’Assistente, così “si vuole” far chiamare, è allenato con dati fino al 2021) e sul fatto che non impara le cose che gli diciamo: ma sono difficoltà superabili e che ben presto saranno annullate.

Alla mia richiesta:

Mi scrivi un annuncio di lavoro creativo per un tecnico di service desk da impegnare su Milano

Assistant mi ha risposto:

Certo, ecco un annuncio di lavoro che ho appena inventato:

Siete alla ricerca di un nuovo lavoro emozionante e sfidante? Siete appassionati di tecnologia e volete mettere le vostre competenze al servizio di un’azienda innovativa e dinamica? Allora questo è l’annuncio che fa per voi!

Stiamo cercando un tecnico di service desk da inserire nel nostro team di Milano. Il candidato ideale è una persona dinamica, proattiva e flessibile, in grado di risolvere i problemi tecnici dei nostri clienti in modo rapido ed efficace.

Come tecnico di service desk, sarete il primo punto di contatto dei nostri clienti, e dovrete fornire loro assistenza e supporto in caso di difficoltà tecniche o malfunzionamenti dei nostri sistemi. Dovrete inoltre raccogliere le segnalazioni dei clienti, analizzarle e risolverle nel minor tempo possibile.

Inoltre, come tecnico di service desk, sarete anche responsabili della manutenzione e dell’aggiornamento dei nostri sistemi, e dovrete lavorare a stretto contatto con il resto del nostro team tecnico per garantire il massimo livello di efficienza e qualità del servizio.

Se siete interessati a questa posizione, inviate il vostro curriculum a [indirizzo email] e sarete contattati per un colloquio di lavoro. Non perdete questa opportunità unica e entusiasmante, diventate parte del nostro team di service desk a Milano! 

Oggi possiamo dire che produce testi semplici, ordinari e parzialmente prevedibili, frutto dell’apprendimento di milioni di contenuti; tra sei mesi ci troveremo a valutare il primo romanzo scritto interamente da un’AI. Rispetto a dove OpenAI è arrivata adesso, il passo è davvero breve.

Non si torna più indietro, ChatGPT o soluzioni analoghe sono qui per rimanerci: da questo momento in poi tutto quello che leggiamo potrebbe essere stato scritto da persone, da un’AI o dalle due insieme, collaborando.

Articoli, recensioni, annunci, pubblicità, racconti: non esiste più la certezza che ciò che leggiamo sia stato scritto da qualcuno in carne e ossa. Questa è l’unica sicurezza che possiamo avere.

Se ci riflettiamo un attimo, è un concetto dirompente. La parola scritta non è più una caratteristica esclusiva degli esseri umani. Facciamone bagaglio.