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2019


Tra gioco e autorità

·258 parole·2 minuti
Non lo so se è un difetto o un pregio, questa cosa che mi entusiasmo con dei nuovi flussi di lavoro e che, dopo un po’, mi rendo poi conto che la via vecchia era migliore della nuova. È successo qualche mese fa con Microsoft To-Do.

Tutt'altro che wow

·94 parole·1 minuto
Un numero, una frase. Il concetto espresso fin’ora da Apple nelle sue presentazioni, dal punto di vista della comunicabilità dei contenuti delle slides, era banale: pochi contenuti - o addirittura un solo numero - per diapositiva. Cosa

Paranoia capitalizzata

·220 parole·2 minuti
Ring, l’azienda che produce il campanello elettronico di proprietà di Amazon, sta stringendo accordi con le forze di polizia locali in USA, ma solo su base volontaria degli utenti, per la condivisione con le forze dell’ordine delle immagini rubate dall’alto dello zerbino sull’uscio.

Piccolo piccolo RSS

·450 parole·3 minuti
Non ero mai inciampato nel ricordo dell’uccisione di Google Reader da parte di Google, e da allora sono passati sei anni.

Chissà se esisti davvero

·611 parole·3 minuti
Un annetto fa scrissi un post dal titolo “I siti web non servono a niente”. Il concetto era: se per la tua azienda metti online un sito web fatto male, con contenuti incorretti, scritti coi piedi o poco coerenti con la realtà, senza aggiornamenti né una strategia digitale a supporto, il tuo sito web è come un biglietto da visita chiuso in un cassetto: inutile.

Summer in a solitary distro

·461 parole·3 minuti
Durante le mie ultime ferie ho usato molto il PC. Non ci giocavo nel tempo libero da parecchi anni. Il mio portatile è sempre di più lo strumento deputato esclusivamente al lavoro, quindi poterci smanettare come facevo da ragazzo è stato divertente e stimolante. Imparare cose nuove, sbatterci la testa con problemi di cui trovare soluzioni e ritornare col dispositivo alla piena produttività entro la fine delle vacanze era una sfida gustosa.

L'utopia abbandonata

·395 parole·2 minuti
Non ho mai seriamente approfondito il contributo che Adriano Olivetti ha donato alla tecnologia durante lo scorso secolo, non quanto abbia letto e approfondito su Jobs, Bezos, Musk, per capirci. Mea culpa. Nemmeno sono mai stato a Ivrea, l’ex capitale del design industriale, dove la Olivetti aveva il proprio quartier generale. Non ho quindi faticato a trovare così affascinante il racconto del magazine del New York Times su quella che era la città, l’azienda e l’utopia di Olivetti di creare un modello di welfare aziendale esportabile in tutto il mondo.

Menare schiaffi al vento

·129 parole·1 minuto
Un paio di settimane fa Facebook ha ricevuto una multa da 5 miliardi di dollari dalla Federal Trade Commission in USA. Nello stesso giorno le azioni sono aumentate del 2%, il suo valore di 10 miliardi di dollari. La multa non ha cambiato il modo in cui la società raccoglie e condivide i dati, gli investitori hanno quindi sostenuto l’azienda perché il modello di business è rimasto invariato e vincente: investire in Facebook risulta ancora assai redditizio.

Nient’altro che bambini

·352 parole·2 minuti
Molto bambini indiani, sin da piccoli o da molto piccoli, vengono iscritti a corsi di coding e producono da soli i propri videogiochi. Gli viene insegnato l’approccio digitale, facilitato con elementi grafici, sviluppando una comprensione critica e non passiva delle tecnologie. Giocano producendo software, facendo sfide in Phyton o puzzle game in linguaggi di sistema: vengono introdotti al pensiero logico e alla risoluzione dei problemi.

Anche a Trello e famiglia

·201 parole·1 minuto
Trello, Asana, Slack, Gmail: molte famiglie americane usano gli strumenti di produttività aziendale, team building e problem solving per comunicare, gestire e misurare le attività familiari. Con i partner, con i figli, con i familiari: riunioni settimanali, analisi degli obiettivi e considerazioni periodiche. Secondo gli intervistati da Taylor Lorenz e Joe Pinsker per  il loro articolo su The Atlantic, questo approccio responsabilizza le persone e ottimizza le scadenze.