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La passione scava l'abitudine

·455 parole·3 minuti

Una delle cose che sono finalmente riuscito a fare durante il corso delle ultime due stagioni - oltre a cercare una risposta - è stata ricominciare a leggere. Ero un lettore vorace, fagocitavo pagine e pagine sia su carta che in ebook: romanzi, narrativa, saggi; poi è arrivata mia figlia e basta, solo copertine. Non era il tempo che mancava, o almeno non solo: era lo stimolo alla lettura ad avermi abbandonato. C’era altro da fare, altro di prioritario, di importante, di urgente. I libri? Soprammobili da spolverare.

Dalla scorsa primavera, invece, i libri hanno ripreso a lasciare il comodino e a raggiungere il proprio posto - letti - in libreria, dove forse un giorno qualcuno li risveglierà. Avevo deciso: non avevo tempo ma dovevo trovarlo. Anni fa scrissi su un mio vecchio blog poi chiuso come tanti miei vecchi blog, scrissi che chi non legge non ha scuse: non vuole leggere. Perché il tempo e la motivazione, scrivevo, quei pur pochi minuti di concentrazione quotidiana li trovi, se vuoi. Era un’analisi dura: il tempo per la lettura, un tipo speciale di tempo da dedicare e da dedicarsi, quel tempo è a disposizione di tutti, basta volerlo. Se non lo trovi, anzi: se non lo cerchi è perché non ti interessa. Quel tempo c’è. Ne ero convinto. Non avevo figli, coi figli solo copertine.

Però poi in primavera ho fatto delle scelteho ridotto drasticamente la mia dieta mediatica e selezionato con cura letture digitali, blog e siti di informazione da seguire; ho rinunciato a quel briciolo di TV che già poco guardavo e ho smesso di incantarmi al display su Netflix o YouTube; ho rimosso le app dei social network generalisti dal mio dispositivo primario e ne ho anche diminuito fortemente l’accesso, livellando in basso la mia curiosità verso l’inutile; ho selezionato con cura le applicazioni che avrebbero potuto notificarmi sullo smartphone la propria attenzione. Ho scelto di tornare a leggere rinunciando a molte cose, e mi rendo conto che alcune di questo rapido elenco meriterebbero approfondimenti a parte, ma il fondamento è che volevo leggere, e ho deciso quindi come usare il mio - poco - tempo libero: leggendo.

Rinunciare a qualcosa di superfluo e ridurre lo spreco di minuti giornaliero tra news scadenti e social network mi ha aiutato a trovare del tempo per tornare ad occuparmi di una passione di cui ero innamorato. Sarebbe stato lo stesso avessi amato il calcetto, il pilates, il corso di inglese o le partite a tressette. Cambiare le proprie abitudini, scegliere di usare con consapevolezza il proprio risicato tempo libero e riequilibrare le proprie routine è un passo indispensabile per tornare (o iniziare) a fare ciò che si desidera fare. Poi ci sono le giustificazioni.